Cosa si
intende per identità individuale? Si tratta di un concetto difficilmente
definibile e in questo contesto preferiamo non addentrarci in trattazioni
filosofiche o sociologiche.
Diremo
soltanto che l’identità è l’insieme di
caratteristiche fisiche, comportamenti, emozioni, fatti, avvenimenti e tratti
distintivi che definiscono un individuo e lo rendono unico e distinguibile
dagli altri. L’individuo è consapevole del proprio “io” ed è in grado di
riconoscere la permanenza di alcuni suoi tratti distintivi anche attraversi i
mutamenti e le diverse esperienze che farà nel corso della sua vita.
La nostra
identità “reale” è oggettivamente
riscontrabile anche dagli altri (pensiamo alla nostra “identità anagrafica”,
che ci permette di essere identificati nelle nostre relazioni con la
amministrazione pubblica): tratti somatici, tono della voce, successi sportivi,
carriera scolastica...
Fino
all’esplosione dei social network, l’accesso al mondo digitale avveniva
preferibilmente attraverso la cosiddetta “identità
virtuale”, un’identità in qualche modo “possibile” ma alternativa e non
concreta, spesso solo immaginata. L’individuo poteva accedere alla rete con
nomi di fantasia (alias) che non avevano
alcuna relazione con la sua identità reale o anche per mezzo di avatar, cioè di personaggi le cui
sembianze potevano essere simili o diversissime da quelle dell’individuo che li
faceva agire.
L’identità digitale si sviluppa grazie
all’avvento ai social network nei primi anni duemila; è costituita dall’insieme delle informazioni disponibili
in rete in riferimento a un determinato individuo; non solo quelle rese
note direttamente, ma anche quelle inserite da altri o dedotte da osservatori
esterni sulla base delle tracce lasciate durante la navigazione.
Identità reale e identità digitale non sono necessariamente
coincidenti. L’identità digitale diventa sempre più importante; che lo vogliamo
o no, in alcune situazioni il rischio che diventi preponderante rispetto alla
nostra identità reale è concreto.
L’identità
digitale dei tuoi figli non è perciò ciò che loro pensano di essere ma quello che il web conosce o racconta di
loro.
Il loro comportamento nei social potrebbe condizionare la loro
vita reale, anche a distanza di tempo:
●
una mancata assunzione, a causa della pubblicazione di foto
sconvenienti, anche vecchie di anni;
●
la mancata sottoscrizione di una polizza assicurativa, se la
compagnia entrasse in contatto con informazioni relative a una loro fragilità
(di salute o economica);
●
forme di discriminazione, qualora le loro convinzioni non
fossero gradite a loro amici o conoscenti.
Frequentando i social si
incontrano persone reali, con sentimenti, idee, interessi e sensibilità da rispettare.
Comportamenti intimidatori, offensivi e volgari non sono ammessi. Non è
tollerabile praticarli e chi ne diventa suo malgrado oggetto, non deve
rassegnarsi a subirli passivamente, ma deve prontamente segnalarli alle
autorità competenti.